Ore 17
Stamattina prima di scendere dalla metropolitana trovo questo braccialetto abbandonato su di un sedile.
Nel vagone non c'è nessuno.
Pare corallo su una spiaggia bianca.
Mi abbaglia.
Lo prendo.
E' un braccialetto fatto di passamaneria rossa, di quelli che si usano adesso.
Mi accorgo che la trama disegna cuori.
Arrivata in ufficio, una collega me lo lega al polso.
Un'altro segno del destino?
Io che non ho mai trovato nulla...
Mi rendo conto che i segni del destino che capto in metropolitana iniziano ad avere una loro valenza, anzi no, sono io che dò loro valenza.
Ognuno di noi, se osserva bene quello che gli succede intorno, si accorgerà che esistono tanti piccoli segnali che ci portano a qualcosa.
Sono quelle bellissime sensazioni, che si chiamano piccole cose.
Dare valore alle piccole cose è concime che fertilizza il nostro cuore.
Stasera il mio giardiniere legge,sbadiglia poi legge e poi sbadiglia.
Sulla prima tratta poco da dire.
Sulla seconda invece siamo vicinissimi.
Si libera un posto a sedere davanti a lui e come un razzo lo occupo.
E' davanti a me.
Seduta, i miei occhi non possono non guardare la fibia della sua cintura, e tutto quello che, scendendo con lo sguardo, trovo.
Gli ormoni si agitano e spingono.
State buoni ragazzi, è ancora presto, tornate a letto!
Cerco il suo sguardo.
Inizio a sentire germogli dentro.
Lo saluto, ringraziandolo.
Qualcosa cresce anche nel deserto.
Questa è una storia metropolitana in metropolitana alle ore 17
venerdì 8 giugno 2012
mercoledì 6 giugno 2012
Ore 17.
Causa qualsiasi fiera, stasera non trovo posto a sedere.
Proprio stasera.
Ho in una mano la borsa fotografica che esplode e nell'altra il treppiede.
Carica come un mulo mi metto in un angolino e appoggio il cavalletto alla parete del vagone.
Alla sua fermata sale.
Nel mezzo mi casca il treppiede, a 20 cm da Lui.
E so dire solo: accidenti!!
Oggi ha una polo gialla con righe blu su dei pantaloni verde militare.
Quella polo è così sottile.
Non porta la maglia della salute ma qualcosa di più prezioso.
Una collanina d'oro.
Cerco di capire se ha un ciondolo qualunque (ti prego Signore fa che non sia una croce!!) oppure la fede che non mette al dito (opzione che spero si riveli sbagliata e assurda!).
Ma non lo capisco, perchè la polo è abbastanza accollata, basterebbe slacciare quel piccolo bottone.... mmhh...vabbè pensiamo ad altro.
Mentre mando un sms mi viene in mente una cosa: il bluetooth!!!
Potrei cercare un contatto tecnologico visto che il bigliettino è seppellito nella borsa.
Lo attivo e cerco altri dispositivi nella speranza che il suo sia acceso e riconoscibile.
Riconoscibile da che cosa non so, però provare non costa nulla.
I dispositivi che si palesano hanno per la maggior parte la sigla di un cellulare, una paio di nomi di donna e infine uno che mi esplode dentro:
AMOR DE MI VIDA
Sorrido, lo prendo come un segno del destino!
Impossibile che sia Lui, non mi pare tipo da cotanto slancio, allora cerco all'interno del vagone il/la probabile proprietario/a del cellulare.
Seduta c'è una coppia di sudamericani.
Si tengono la mano per un sacco di fermate, non sono giovani, lei gli parla e lo guarda negli occhi. Sicuramente l'AMOR DE MI VIDA è uno dei due, non può essere altrimenti.
Sulla seconda tratta lo perdo di vista, ho incontrato un'amica che non vedo da tempo e mi sono messa a chiaccherare con lei.
Ma prima della sua fermata non dimentichiamo di salutarci:
Buenas noches!
Hasta mañana...
lunedì 4 giugno 2012
Ore 17
"Mentre leggevo mi sono messo nei panni dell'uomo misterioso e anche un pochino nei panni di tutti gli uomini che si sentono lo sguardo di una donna addosso per pochi istanti...
Pensare che dietro all'attimo fuggente potrebbero celarsi una storia come la tua, incredibile, surreale, ma speciale, è pura magia!
A volte ci capita di incrociare lo sguardo di qualcuno con un sorriso che sembra volerti dire qualcosa, ma non ti soffermi, pensi di essere stato confuso con l'amico che non vede da tempo... e sorvoli, leggi, ascolti la musica, mandi un nervoso sms...
Sapere che nella borsetta di quella persona c'è un bigliettino per te è proprio figo. Dovrebbe saperlo, se lo merita, dopotutto ti ha fatto star bene per più di due mesi...
Rincorrilo tra i vagoni, bloccalo e digli quello che provi.
Fagli sapere che il tuo cuore è tra le sue braccia..
Non lasciare che l'attimo fugga.
Carissima Anna, non c'è poi molto di più di quello che so già, ma c'è molto per capire che sei partita per la tangente!"Queste sono le parole che mi ha scritto un amico dopo aver letto il mio blog.
Mi ha colpito il fatto che sia stato un uomo a scriverle, ci si aspettano queste parole da una donna, non da un uomo. Almeno io sono abituata a pensarlo.
Rifletto sul passaggio in cui in cui dice che meriterebbe di saperlo e io cosa meriterei?
Me lo domando spesso, la risposta è sempre la stessa: un'altra possibilità.
Tutti ne meritiamo una, bisogna che ci convinciamo di questo.
Io la mia non la voglio sprecare, ma non voglio nemmeno che finisca il tempo.
Aspettare aspettare aspettare, questo faccio.
Lo so che dovrei morderla questa vita, ma io di cascare proprio non me la sento.
Non posso permettermelo.
Non ora
Stasera c'è.
Una polo arancio e nera, su dei pantaloni con un sacco di tasche.
Rivista, poi libro, poi sguardo.
Lo guardo anche io e abbassa la testa.
Oggi proprio non vedo nessuna volontà.
Anzi.
Scende dalla metro e corre verso le scale.
Io di sicuro oggi non lo inseguo, con lo sguardo naturalmente.
"Mentre leggevo mi sono messo nei panni dell'uomo misterioso e anche un pochino nei panni di tutti gli uomini che si sentono lo sguardo di una donna addosso per pochi istanti...
Pensare che dietro all'attimo fuggente potrebbero celarsi una storia come la tua, incredibile, surreale, ma speciale, è pura magia!
A volte ci capita di incrociare lo sguardo di qualcuno con un sorriso che sembra volerti dire qualcosa, ma non ti soffermi, pensi di essere stato confuso con l'amico che non vede da tempo... e sorvoli, leggi, ascolti la musica, mandi un nervoso sms...
Sapere che nella borsetta di quella persona c'è un bigliettino per te è proprio figo. Dovrebbe saperlo, se lo merita, dopotutto ti ha fatto star bene per più di due mesi...
Rincorrilo tra i vagoni, bloccalo e digli quello che provi.
Fagli sapere che il tuo cuore è tra le sue braccia..
Non lasciare che l'attimo fugga.
Carissima Anna, non c'è poi molto di più di quello che so già, ma c'è molto per capire che sei partita per la tangente!"Queste sono le parole che mi ha scritto un amico dopo aver letto il mio blog.
Mi ha colpito il fatto che sia stato un uomo a scriverle, ci si aspettano queste parole da una donna, non da un uomo. Almeno io sono abituata a pensarlo.
Rifletto sul passaggio in cui in cui dice che meriterebbe di saperlo e io cosa meriterei?
Me lo domando spesso, la risposta è sempre la stessa: un'altra possibilità.
Tutti ne meritiamo una, bisogna che ci convinciamo di questo.
Io la mia non la voglio sprecare, ma non voglio nemmeno che finisca il tempo.
Aspettare aspettare aspettare, questo faccio.
Lo so che dovrei morderla questa vita, ma io di cascare proprio non me la sento.
Non posso permettermelo.
Non ora
Stasera c'è.
Una polo arancio e nera, su dei pantaloni con un sacco di tasche.
Rivista, poi libro, poi sguardo.
Lo guardo anche io e abbassa la testa.
Oggi proprio non vedo nessuna volontà.
Anzi.
Scende dalla metro e corre verso le scale.
Io di sicuro oggi non lo inseguo, con lo sguardo naturalmente.
mercoledì 30 maggio 2012
Ore 17
E' più di una settimana che non scrivo, purtroppo impegni personali e novità editoriali, che presto conoscerete, mi hanno tenuta lontana dal mio blog.
Ma non da Lui.
L'ho visto quasi tutti i giorni, e no cari amici, non gli ho dato il biglietto.
Io penso che dargli un biglietto gli sconvolgerebbe, se non la vita intera, almeno una serata!
Dovete sapere che credo sia una delle persone più metodiche che io abbia mai "conosciuto".
Sempre gli stessi gesti, mai un bottone slacciato per sbaglio, mai una piega sulla maglietta, chessò un capello fuori posto. Sempre la stessa rivista, sempre lo stesso libro.
Si potrebbe dire che è di una noia mortale.
Allora perchè mi interessa?
Io sono completamente l'opposto.
Una casinista nata, un giorno leggo, quello dopo ascolto musica e l'altro guardo foto.
Capita che io sia arrabbiata, e si vede.
Capita che io sia felice, e si vede.
Capita che io sia stufa, e si vede.
Cambio posto, orecchini, anelli, trucco, gusto delle caramelle.
Cerco una cosa nella borsa per minuti interi e non la trovo, perchè trovare una cosa nella borsa è una gran bella caccia al tesoro.
Lui invece mette la sua rivista sempre nello stesso scomparto, idem il suo libro, idem gli occhiali.
Tutto al posto giusto.
Mi verrebbe voglia di rivoltargliela tutta quella sua borsa!
Sbottonargli quel bottone, spiegazzargli quella sua polo sempre impeccabile.
Uffa che noia noiosa.
Però mi piace.
Perchè sono sicura che sotto questa apparenza di Mister Perfetto che son Perfetto che più Perfetto non si può ci deve essere quel caos che tanto adoro.
Il gusto sta nello scavare ed arrivarci.
Starebbe, sarebbe meglio dire.
Stasera è successa una cosa.
Sulla prima tratta non l'ho visto.
Sulla seconda si.
Salgo prima di Lui sulla metro piena di ragazzini di ritorno da una gita e mi fermo quasi subito, lui entra dopo di me.
Non lo vedo passare avanti, dopo qualche secondo sento.
PERMESSO
Gente, non un mi scusi o uno scusami, ma permesso!
(Vorrei aprire un blog solo su questa parola.Lasciamo perdere per ora)
Dicevo che sento uno che dice: permesso.
Un permesso pronunciato correttamente ma chiaramente straniero.
Mi giro e mi accorgo che è stato Lui a dirlo.
Sono stupefattaa.
La sua voce
Una voce baritonale e graffiante, avete presente Barry White che vi dice: permesso?
U G U A L E!
Una voce che non c' entra una beata mazza con Lui.
Ci metto un pò a memorizzarla e a quei 5 secondi per farlo passare.
Arriva la sua fermata e se ne va.
Chissà quante cose ha ancora da svelarmi quest' Uomo.
Let the music play......
Barry White "Let the Music Play"
http://www.youtube.com/watch?v=V3eOuK_-c34&feature=related
martedì 22 maggio 2012
Ore 17
Il biglietto è sempre in borsa.
Forse oggi è l'occasione giusta, mi sento motivata!
Questa sera la metropolitana è strapiena e il suo solito posto all'impiedi è già stato occupato da una ragazzina.
Sale sul vagone e ha due possibilità.
La prima è quella di stare davanti a me che sono seduta.
La seconda è quella di mettersi davanti a una signora che mi sta di fronte, dandomi così le spalle.
E lui che fa?
Mi da le spalle.
Sta cosa mi fa incazzare.
E no che cavolo però un pochino potevi agevolarmi !!!!!!
Però gli faccio una fotografia. Col mio telefonino sfigato.
Per motivi di privacy (!) non la posto, ma posso sempre descriverla.
Natiche ricoperte da un paio di jeans Carrera, gambe leggermente ad arco.
La metro è sempre più invasa da persone e lui si sposta leggermente a destra.
Il mio occhio fotografico ben allenato cerca una via per guardargli il viso.
E lo trovo così in un riflesso.
I riflessi una volta erano i miei cavalli di battaglia.
Lo guardo e mi guarda. Anche lui dal riflesso.
Incredibile come i suoi occhi azzurri siano blu sul finestrino.
Scemo, potevi stare qua davanti a me.
Sulla seconda tratta siamo lontani, un'occhiata fugace, la sua.
Se ne va, mi spiace non avergli passato il biglietto, ma anche se avessi trovato il coraggio di darglielo, stasera proprio non l'avrebbe meritato.
Forse domani...
venerdì 18 maggio 2012
Ore 17.
Stasera c' è una novità.
E' nelle mia borsa, ben protetta tra le pagine di un quaderno per gli appunti.
Da ieri sera mi frulla in testa che devo fare un passo avanti.
Qualcuno mi ha detto che dovrei parlargli.
Con parole parlate.
Ma io non me la sento.
Allora ho deciso di scrivergli un biglietto.
Qualcuno ha proposto un biglietto da visita.
Ma io penso che non sto vendendo nulla e che nemmeno sto comprando qualcosa.
M'invento un biglietto semplice, su cartoncino bianco.
Inizio a pensare cosa scriverci.
Chiedo consiglio ad un uomo, il mio amico fraterno Antonio (o solo fratello o solo brother o solo brodino o solo tesoro) mi propone qualche frase, ma il consiglio è quello di scrivere quello che più sento mio.
Sicuramente il mio numero di telefono e la mia mail in calce.
Decido poi di stampare una mia fotografia e metterci indirizzo web dove sono pubblicate tutte le altre.
Cosa meglio parla di me se non le mie fotografie?
Aggiungo una frase scritta a mano, pochissime parole.
E ci appiccico una caramella, una vera caramella.
Completato il biglietto penso al passo successivo.
Quando e come darglielo.
Subito appena sale?
Naturalmente decido per darglielo un micro secondo prima che scenda dalla metro.
Si ma come?
Diretta magari:
Questo è per te! Con un sorriso smagliante.
Naaaaaaaaaaaaa
Indiretta forse:
Ehi ti è caduto questo! Accucciata ai suoi piedi mentre faccio finta di raccoglierlo.
Macchè.
Vabbè carica di buone intenzioni prendo la metro.
Qualche fermata e Lui sale.
Sfacciata lo guardo. Legge una rivista.
Evviva!!
Cerco di intuire quale sia, ma dopo qualche pagina la mette via.
I solito sguardi.
Ma stavolta c'e' qualcosa in piu'.
Un cartoncino.
Più il momento della consegna si avvicina, piu' sento salire l'adrenalina.
Glielo do. Insomma, non c'è scritto nulla di male, non sto facendo la figura della marpiona, è una cosa simpatica e soprattutto cosa potrebbe succedere mai?
Non glielo do. Insomma, del resto lui un passo avanti non l'ha mai fatto, e io faccio la figura della scema, e potrebbe succedere che tutto sommato non gliene può fregare nulla del biglietto e di me.
Sulla seconda tratta, gli passo accanto e mi guarda.
I suoi occhi azzurri sono due fari, mi perdo ma il biglietto mi ricorda che devo agire in fretta.
Manca solo una fermata e non ho molto tempo.
Tiro fuori il cartoncino dalla borsa.
E sfoglio un'improbabile margherita.
glielo do - non glielo do - glielo do - non glielo do - glielo do - non glielo do - glielo do
Non glielo do.
L'ha voluto il destino. Non posso mica scegliere margherite con petali pari giusto?
La verità è che non ho avuto il coraggio.
Lui scende e mentre le porte si chiudono mi sto già dando della cretina cagasotto.
Era il giorno giusto, il momento giusto, l'energia giusta e il bigliettino giusto e io mi sono tirata indietro.
C'è di buono che avrò altre occasioni.
Devo solo saltare un ostacolo. Io
Mind the gap people!
martedì 15 maggio 2012
Ore 17.
C' è.
Sorrido.
Oggi mi concentro su un suo gesto, quasi un tic.
Quello che tanti uomini fanno con la barba e spesso quando sono concentrati.
Toccarsela.
Chiudono la mano sul mento e poi la rilasciano piano, in modo che le dita accarezzino la barba.
E così fa lui, una volta, poi due, poi tre e poi ancora, m'incanta.
E sento che il mio cuore sta prendendo pian piano la forma di un cuore.
E miei battiti iniziano ad avere, tum tum dopo tum tum, piacevoli melodie rock.
E vado in apnea, come col primo bacio.
E penso a come questo nulla mi faccia star bene.
E mi dico che per quel suo unico e piccolo gesto, ci si può innamorare per tutta la vita.
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